Domande frequenti

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Ho sentito dire che per percorrerla occorre una corda, è vero?

Per percorrere la ferrata di Capo Caccia non sono indispensabili corde, e questo sia che si percorra le cenge in senso orario sia in senso antiorario.

Tuttavia una corda di assicurazione o di emergenza dovrebbe sempre far parte dell'attrezzatura da portare con se in una ferrata, specialmente se – come in questo caso – sul posto non c'è segnale telefonico ed è quindi necessario fare affidamento sulle proprie capacità e competenze per risolvere i problemi più piccoli.


Ma visto che si può fare in entrambe i sensi, è meglio iniziare dalla cengia alta o da quella bassa?

È quasi indifferente, entrambe i sensi di percorrenza hanno pregi e difetti. Se però non la si è mai percorsa forse è meglio iniziare dalla cengia bassa, affrontare la gradinata in salita e quindi la cengia alta come percorso di rientro.


Pratico arrampicata sportiva, ma è proprio necessario portare la doppia longe con dissipatore?

Sì, è indispensabile. Un imprevisto di qualunque genere (distacco di un appiglio, per fare solo un esempio) sarebbe fatale anche ad un arrampicatore esperto. Il dissipatore è necessario fondalmentalmente per le tratte verticali, dove una caduta comporterebbe una forza shock che potrebbe provocare traumi seri.


Ho letto la relazione dove si parla di 3 ore, riesco a percorrerla in un tempo più breve?

Certo, se percorri la via ferrata senza guardarti intorno e senza fare soste puoi impiegare anche solo un'ora e mezzo.

Non ho grande esperienza di arrampicata, posso affrontare la Via Ferrata?

Lungo l'itinerario non ci sono veri e propri passaggi di arrampicata ma solo delle verticali gradinate, la più lunga della via sviluppa circa 25 metri di dislivello in salita con lieve strapiombo. Quindi un minimo di atleticità è necessaria per affrontare in sicurezza anche questi passaggi.


È difficile individuare l'attacco della via ferrata?

Un po', perché l'attacco del cavo non è stato reso volutamente visibile dal sentiero sulla scogliera. È quindi importante prendere bene i riferimenti visivi già dal parcheggio nel belvedere (vedi la pagina Accesso e Avvicinamento) e stare bene attenti alla conformazione del bordo delle falesie. Se si possiede un gps e se ne conosce l'uso potrebbe essere utile impostare preventivamente le coordinate UTM, questa è quella di accesso alla cengia bassa 32T 04.28.804 44.91.585, e questo della alta: 32T 04.28.805 44.91.520


Ma perché il sentiero di accesso non è stato segnato bene?

Il promontorio di Capo Caccia è percorso da escursionisti di esperienza estremamente varia. Capita spesso di incrociare passeggiatori con calzature inadeguate che si spingono fin sull'orlo delle falesie solo per fare qualche foto o per godere del panorama. Segnalare il sentiero di accesso alla ferrata potrebbe significare esporre persone con esperienza insufficiente al rischio proprio di un percorso in parete. Abbiamo purtroppo imparato che affiggere cartelli di avviso (dissuasori) non è sufficiente perché troppe persone sopravvalutano le proprie capacità.


Una volta sulla cengia c'è pericolo di perdersi o di confondere l'itinerario?

Non c'è alcuna possibilità di sbagliar strada. La cengia è un percorso obbligato che non lascia adito a dubbi e dove potrebbero essercene basta seguire il cavo guida e non abbandonare mai il percorso protetto.

C'è una stagione ideale per percorrere la ferrata?

No, ogni stagione è buona, magari avendo l'accortezza di scegliere l'ora migliore.

In piena estate è in ombra tutta la mattina, fino alle 14, e solitamente si gode di un po' di brezza proveniente dal mare. Suggerisco di partire dal parcheggio nelle prime ore dell'alba.

In inverno è sempre ben riparata dai venti più freddi, escluse alcune giornate di maestrale molto forte. Ovviamente nella stagione fredda è suggeribile trovarsi sul percorso nelle tiepide ore pomeridiane, ma in tal caso bisognerà fare i conti con le ore di luce e quindi assicurarsi di avere con sé una illuminazione frontale.